Nel sistema medico tradizionale è il paziente il punto di coordinamento: porta i referti da uno specialista all'altro, riepiloga la propria storia a ogni appuntamento, cerca di tenere insieme un quadro che nessun singolo medico possiede per intero.
È un lavoro che richiederebbe competenze cliniche per essere fatto correttamente. Nella pratica, non viene mai fatto del tutto.
Nel Protocollo Long Life ogni paziente ha un medico internista di riferimento.
Una figura che conosce il percorso dall'inizio, ha visto gli esami nel tempo, sa da dove si è partiti e in quale direzione si sta andando.
Quando il piano nutrizionale cambia, ne è informata. Quando una seduta produce una risposta inattesa, è il primo interlocutore. Non è la paziente a coordinare gli specialisti, ma il medico di riferimento che tiene il quadro.
Questa è la ragione per cui un percorso integrato produce risultati che le soluzioni isolate non producono.